Torrevecchia 

Progetto: ANOMIASTUDIO architetture

Collaboratori: Daniele Ceraudo e Stefano Colagrande

L'intervento è costituito da cinque comparti fondiari privati, denominati Z1, Z2, Z3, Z4, Z5, tutti serviti da viabilità pubblica che si diparte e si ricongiunge più a Sud con la prevista Trionfale bis, anch'essa inserita nell'ambito del perimetro di intervento.

Nello specifico, il comparto in esame è lo Z4, sul quale sorgeranno otto palazzine di progettazione unitaria per una resa architettonica complessiva omogenea. Per la descrizione dei criteri di progettazione, si farà ricorso alle scelte effettuate per la palazzina Z4-A.

Torrevecchia

Impianto urbanistico

Il comparto Z4, di forma trapezoidale, comprende otto palazzine collocate su due file e attestate sui limiti del lotto, nel rispetto dei distacchi minimi: gli edifici infatti sono distanti dal confine almeno cinque metri mentre i fronti finestrati distano quattordici metri l'uno dall'altro. I margini dell'insediamento verranno definiti chiaramente con elementi artificiali quali muretti bassi e grate metalliche o elementi di vegetazione quali filari alberati o siepi.

Morfologia naturale e paesaggio – Preesistenze

L'insediamento sorge su un terreno rialzato che non interferisce con l'ecosistema del fondovalle. A causa dell'andamento crescente del terreno, si provvederà a livellare l'area di progetto rendendola pianeggiante e provvedendo al reintegro in sito dei volumi di terra movimentati. Inoltre gli affacci sul paesaggio circostante, modellato da una serie di piccole colline ed un articolato sistema di fossi, sono resi possibili dalla posizione sopra elevata dell'area e dalla distanza tra i fabbricati.

Sul comparto Z4 non sono state rivelate preesistenze naturalistiche, architettoniche, storiche e archeologiche di rilevanza tale da influenzare il progetto.

Funzionalità naturale – Interventi di miglioramento ambientale – Verde, albera-ture e spazi pubblici

 La funzionalità naturale del luogo è garantita da una serie di accorgimenti volti al contempo ad assicurare un miglioramento delle condizioni ambientali:

  • A livello di impianto planimetrico: si preserva la fruizione del panorama (vedi accorgimenti sopra descritti), non si ostacola la ventilazione naturale, ricorrendo a palazzine puntuali opportunamente distanziate.
  • A livello di progetto del verde: sul comparto, le aree a verde si sviluppano intorno alle palazzine, organizzando una cintura di zone naturali con giardino e alberi locali disposti in filari o in gruppi. Dove possibile, si farà ricorso a pavimentazioni drenanti. Queste azioni hanno lo scopo di limitare la superficie di suolo occlusa e favorire la sua permeabilità profonda. Inoltre le acque meteoriche raccolte dalle coperture e dagli spazi aperti, possono confluire in cisterne ed essere riutilizzate per fini compatibili.
  • A livello di cantierizzazione si effettueranno opere di mitigazione quali: l'accantonamento – secondo specifiche procedure – del terreno vegetale; il ricorso a pannelli informativi; il lavaggio dei mezzi di cantiere in apposite vasche con scarichi veicolati in fosse di decantazione isolate dal terreno; il recupero delle acque di risulta e degli sversamenti dei mezzi di lavoro;

Sistema della mobilità ad area vasta

L’ambito territoriale in esame è dotato di un ricco reticolo di collegamenti trasversali di rilevanza secondaria mentre in direzione nord-sud scorrono ad est la Via Trionfale e Via della Pineta Sacchetti e ad Ovest il tratto del G.R.A. della circonvallazione settentrionale./p>

I collegamenti del diciannovesimo Municipio con il resto della città sono assicurati, su ferro, dalla metro A che effettua al suo interno il capolinea, e dalla Ferrovia Metropolitana Roma-Viterbo (FM3) mentre sono in corso di realizzazione nuovi importanti collegamenti stradali con la realizzazione della Trionfale bis e della Tangenziale ovest, che da via Pineta sacchetti raggiungerà la via Trionfale, attraversando Casal del Marmo.

Le strade che delimitano con conformazione regolare il perimetro dell'intervento costituiscono anche le maggiori infrastrutture di accesso all’area con l’automobile: la Via di Boccea a Sud, la Via Pineta Sacchetti a Est, la Via di Torrevecchia ad Ovest.

In un ambito interno al tessuto, caratterizzato da frequenti ed anche pronunciate pendenze, sono presenti diversi assi viari con i caratteri del luogo centrale lineare o della strada di quartiere: Via di Torrevecchia, in posizione di massima altezza e con diversi tratti connotati come strada commerciale, Via Maffi, strada commerciale che confluisce nella centrala Piazza Capecelatro, Viale Mattia Battistini, importante compluvio viario in posizione di fondovalle tra fasce in pendio edificate.

Aspetti dimensionali specifici

Nel dettaglio, l’edificio Z4A, oggetto del presente Permesso di Costruire, ha una cubatura totale autorizzata da Convenzione di mc 5.158,50, di cui mc 4.432,25 per il residenziale e mc 726,25 per il commerciale. Dallo sviluppo delle volumetrie di progetto, si ha una cubatura residenziale di progetto di mc 4.408,32 e una cubatura commerciale di progetto di mc 724,40, risultando i volumi di progetto inferiori a quelli consentiti.

Nella presente istanza, parte della cubatura commerciale pari a mq 72,84 di S.U.L. è stata destinata ad ufficio (con affaccio interno al comparto), in virtù dell’Art. 10 delle N.T.A. della Convenzione stipulata, che consente di variare la destinazione d’uso delle cubature non residenziali nell’ambito della stessa categoria, secondo le N.T.A. del P.R.G. vigente, non incidendo peraltro sulle superfici a standard.

Sempre come previsto dall’Art. 10 delle N.T.A. della Convenzione stipulata, è consentito aumentare del 5% la cubatura di progetto, destinando tale volumetria alla custodia degli edifici. Nell’intervento proposto tale cubatura è stata collocata al piano terreno dell’edifico, realizzando un alloggio per il custode e due ripostigli condominiali.

Il progetto è inscritto in un perimetro ideale quadrato di lato pari a 21,6 metri, più piccolo di quello di 24 metri fissato dalla convenzione come limite massimo e si sviluppa per 6 piani fuori terra.

Distribuzione interna

 La palazzina è lambita lateralmente dalla rampa carrabile che porta all'autorimessa mentre l'accesso dei residenti avviene dal piano terra, mediante un'entrata arretrata rispetto al filo dell'edificato e rivolta verso l'interno del comparto (ovvero a sud, nel caso della palazzina Z4A). Lo spazio di distribuzione al piano terra, illuminato dalle finestre laterali poste in alto, si configura come un patio interno su cui affacciano i ballatoi dei piani superiori e si presta ad essere arredato con sedute e piante in vaso.

Il blocco scale è collocato perimetralmente, in aderenza ai locali commerciali o agli appartamenti. Al piano dell'autorimessa è compartimentato tramite porta tagliafuoco. Tutti gli spazi comuni di distribuzione sono conformi a quanto riportato nella L.13/89 in termini di visitabilità.

Facciate

La progettazione delle facciate ha tenuto conto dei materiali utilizzati negli insediamenti vicini, delle indicazioni della Sovrintendenza e della visione complessiva del comparto una volta terminato. Per questo è stato scelto un paramento a cortina di colorazione chiara. I prospetti sono caratterizzati dal disegno dei balconi: i parapetti sono trattati come dei piani indipendenti ad altezza variabile con intonaci di diverse tonalità. Su alcuni pannelli vengono applicate delle fiorire che a distanza vengono percepite come decorazioni orizzontali.

Aspetti di progettazione ambientale e funzionamento bioclimatico

Si premette che il progetto dell'edificio ha tenuto conto degli aspetti di qualità ambientale promossi dai principali protocolli, nello specifico ricordiamo quello ITACA. In particolare, gli aspetti di efficienza energetica sono stati verificati nella relazione che accompagna la presente, dal titolo “Attestamento di rendimento energetico edificicio Z4-A” (e seguenti). In linea generale, sono stati massimizzati gli apporti gratuiti solari e si è puntato su un involucro performante sia nella sua componente opaca che trasparente.

Veniamo ora alla descrizione puntuale delle strategie progettuali.

L'edificio è orientato secondo l'asse nord-sud. Le palazzine esposte come la Z4A presentano l'ingesso a Sud e il blocco scale a nord. Gli affacci prevalenti sono sui lati Sud, Est ed Ovest.

L'atrio interno, sul quale affacciano i ballatoi, è uno spazio coperto e apribile schermato a nord dal blocco scale. Questo spazio prende il nome di chiostrina bioclimatica ed è un dispositivo passivo che svolge un ruolo di mitigazione del microclima interno in estate ed inverno. In estate, infatti, la presenza di cancellate al piano terra, poste su fronti opposti, permette l'ingresso ai venti prevalenti stagionali, per riscontro di ventilazione. Una volta entrati i venti si indirizzano verso l'alto per gradiente di temperatura, accentuato dalla natura metallica della copertura della chiostrina. Inoltre la ventilazione ascendente avrà una velocità sufficiente a raffrescare le masse murarie, con un conseguente abbassamento della temperatura degli ambienti indoor particolarmente apprezzabile nelle ore notturne.

In inverno, invece, questo spazio protetto smorza le basse temperatura esterne, funzionando da ambiente filtro (buffer-space).

Il controllo del soleggiamento avverrà sia attraverso schermature esterne regolabili applicate ai singoli infissi, sia attraverso gli aggetti permanenti dei balconi che ostacolano l'ingresso della radiazione solare estiva mentre favoriscono l'ingresso di quella invernale.

La ventilazione dei servizi igienici, non collocati in facciata, è assicurata da cavedi di estrazione dell'aria esausta opportunamente coibentati e con camini di estrazione svettanti al di sopra del piano della copertura.

L'involucro opaco e trasparente verrà progettato con requisiti di inerzia e isolamento apprezzabili e conformi ai limiti di trasmittanza richiesti dalla normativa. Verranno presi accorgimenti per la soluzione di ponti termici, soprattutto nelle frontiere inferiori (isolamento controterra e verso locali non riscaldati) e superiori dell'edificio (copertura o ambienti non riscaldati).

Relativamente alle strategie di tipo attivo, si segnala la presenza in copertura di pannelli solari integrati per la produzione di acqua calda sanitaria e pannelli fotovoltaici integrati per la produzione di energia elettrica. L'impianto di riscaldamento è di tipo centralizzato e prevede la contabilizzazione individuale dei consumi.

I pacchetti tecnologici delle tamponature esterne consistono in una parete multistrato composta da blocchi forati in laterizio e da isolante in poliestirene estruso. Questa soluzione ha diverse possibilità di rivestimento, a seconda che la parete si trovi verso l'esterno o affacci sulla chiostrina. Nel primo caso, il pacchetto si completa di uno strato di mattoni facciavista (la cortina, cfr 8.5), nel secondo all'isolante segue direttamente l'intonaco (cappotto esterno).

Relativamente all'attacco al cielo, il solaio di copertura è pensato per essere calpestabile. Anch'esso presenta una base in laterizio, poi a salire malta di cemento, isolante, impermeabilizzante nuovo starto di malta e pavimentazione.

L'attacco a terra che si sviluppa al piano interrato dell'autorimessa verrà realizzato con un solaio in casseri a perdere ed una controfodera in cemento armato ventilata per evitare la risalita dell'umidità.

Gli infissi saranno in legno con vetro camera e schermatura avvolgibile esterna.